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Written by Anonimo (non verificato) On the 0 Comments

Nota di regia

Quella di Prospero è una fuga.
Accidentata.
Accidentale.
Attraversa e scandaglia il tentativo di assolvere quella miseria umana dalla quale rifugge e che, ingannata, lo bandisce.
Un mondo surreale, il suo. Inesistente e tuttavia necessario. Tangibile, nella misura in cui chi lo abita, insiste, persiste nella fede a sé stesso.
Caliban, nella sua più che umana mostruosità.
Antonio, nella sua criminosa istigazione.
Gonzalo, nella nostalgia di un bene che non attecchisce più, e che resta sospeso in quella sola ed unica “nessuna speranza che racchiude una speranza immensa”.
Saremo mai abbastanza tali da riconoscere negli altri le mancanze che celiamo?

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