Pubblicazioni del 2021

- Italianistica
«Di Vienna e di me». Dalle lettere di / Aus den Briefen des / From de Letters of Pietro Metastasio, a cura di / hg. von / edited by Alberto Beniscelli, Francesco Cotticelli, Duccio Tongiorgi, Wien, Hollitzer Verlag, 2021, 188 pp. - ISBN: 9783990128602; ISSN:  26169037.

Diplomazia e letteratura

Nel corso della sua vita Metastasio tenne corrispondenza con numerose personalità appartenenti ai contesti più disparati; queste lettere private riguardano ogni ambito della sua opera, riflettendo i valori della società, le convenzioni e il complesso scambio culturale del XVIII secolo.
I testi raccolti in questo volume offrono uno sguardo sulle molteplici sfere d’azione del Metastasio uomo di lettere e di cultura. Raccontano della creatività artistica del poeta cesareo, della sua partecipazione attiva alla vita intellettuale del suo tempo, e della fine dell’ancien régime, unita alla consapevolezza della caducità di ogni cosa.


Fly me to the Moon. La luna nell’immaginario umano, a cura di Lara Nicolini, Luca Beltrami, Lara Pagani, Genova, Genova University Press, 2022, 430 pp. - ISBN 9788836181155 (cartaceo). ISBN: 9788836181162 (versione eBook). ISBN: 9788836181155 (versione a stampa).

Fly to the moon

Dai tempi antichi all’arte e alla letteratura occidentale moderna, la Luna è un soggetto ricorrente nella poesia e in ogni tipo di indagine artistica, un’ispirazione per le mitologie e il misticismo, un oggetto di indagine scientifica e una meta ricorrente di molti viaggi fantastici e racconti fantascientifici. Sebbene la sua importanza come fonte ispiratrice per le arti visive e per le letterature di ogni epoca non sia una novità, il tema conserva margini di ulteriore esplorazione, e il cinquantenario dell’allunaggio è sembrato l’occasione giusta per organizzare su questo argomento un convegno internazionale (Genova 12-13 dicembre 2019): esperti del mondo antico, di linguistica, cultura medievale e rinascimentale, letteratura moderna e contemporanea, musica e arti visive hanno offerto in quell’occasione i loro contributi, oggi in gran parte raccolti in questo volume.


Diplomazia e letteratura tra Impero asburgico e Italia // Diplomatische und Literarische Beziehungen zwischen der  Habsburgermonarchie und Italien (1690-1815), a cura di S. Klettenhammer, A. Pagliardini, S.Tatti , D. Tongiorgi, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2021, 207 pp. -  ISBN: 9788893596176.

Diplomazia e letteratura

Il volume, introdotto da una presentazione di sua Eccellenza l’Ambasciatore Sergio Brabanti, considera i rapporti tra i diversi stati italiani e l’Impero Asburgico nel corso del lungo Settecento (1690-1815) dalla prospettiva delle strette relazioni esistenti tra mondo diplomatico e produzione letteraria. La rete di connessioni che si crea tra le rappresentanze diplomatiche e gli uomini di lettere promuove un’attività culturale intensa, all’origine di edizioni, traduzioni, scambi, conversazioni, spettacoli teatrali e melodrammatici, carteggi. Il volume, che si muove tra storia e letteratura, si ricollega a studi analoghi relativi al ruolo della diplomazia delle lettere nei rapporti tra Italia, Regno Unito e Francia e tra Roma e l’Europa. Il contributo dell’Impero asburgico alla definizione di una rete intellettuale europea è di assoluto rilievo, come emerge dai saggi presenti nel libro, che, nell’intreccio tra politica e letteratura, ricostruiscono la presenza a Vienna di moltissimi letterati provenienti dalla penisola ma anche da altri stati europei e seguono il percorso di diplomatici, ambasciatori, mediatori culturali che svolgono funzioni di coordinamento, mecenatismo, patronage nei confronti dei letterati.


Pietro Metastasio, Lettere a Giuseppe Bettinelli, a cura di Pietro Giulio Riga, Genova, Genova University Press, 2021, 120 pp. - ISBN: 9788836180769 (versione a stampa) / 9788836180776 (versione e-book).

Lettere a Giuseppe Bettinelli

Open access (https://gup.unige.it/sites/gup.unige.it/files/pagine/Lettere_a_Giuseppe…)

Le lettere che Metastasio inviò al tipografo veneziano Giuseppe Bettinelli sono un documento prezioso perché consentono di ricostruire l’evoluzione dei rapporti con l’editore al quale il poeta cesareo concesse, per la prima volta, di pubblicare una raccolta organica della propria produzione poetica e teatrale, apparsa in cinque eleganti volumi in-quarto di Opere drammatiche, stampati a tiratura limitata tra il 1733 e il 1745. Depositario di circostanziate informazioni relative al controllo che Metastasio volle esercitare sulla pubblicazione e sulla diffusione dei propri testi, nonché sulla prassi editoriale dell’epoca, il carteggio con Bettinelli rappresenta la prima testimonianza di quel lungo e complesso rapporto con il mondo dell’editoria che avrebbe contraddistinto, tra entusiasmi, ripensamenti e sconfessioni, l’intera carriera metastasiana,
lasciando tracce estese e profonde tra le pagine dell’epistolario.

(https://gup.unige.it/lettere_a_giuseppe_Bettinelli)


Giordano Rodda, «L’osservate stelle». Costellazioni letterarie tra tardo Umanesimo e nuova scienza, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2021, 411 pp. - ISBN: 9788836131778.

L'osservate stelle

Il volume indaga lo stretto rapporto tra lo studio del cielo e la letteratura in volgare dalla fine del Quattrocento ai primi anni del Seicento, concentrandosi sul periodo compreso tra l’affermazione del neoplatonismo fiorentino e i grandi trattati di Galileo. Con l’obiettivo di ricostruire una relazione tanto cruciale quanto sfuggente e frammentaria nella sua essenza, i cinque capitoli conducono altrettante indagini incentrate su specifici personaggi letterari: Iachelino per il suo ruolo nel Negromante ariostesco; Ruggiero per la fortuna del tema celeste nel poema epico-cavalleresco dal Morgante all’Orlando Furioso; Cingar per la dissertazione astrologica nei libri XIV e XV del Baldus di Teofilo Folengo; Colombo e Vespucci per la scoperta delle nuove costellazioni australi nella letteratura odeporica post-tassiana; Momo per il rapporto con il Sole e il cosmo rivoluzionato da Copernico fino a Bruno e Marino. Con la coscienza che il legame con gli astri non è solo un tema, un ambito, un concetto come un altro da estrapolare, ma un livello di lettura che finisce col coinvolgere quasi ogni opera dei secoli presi in esame – non appena si fanno più pressanti le urgenze di un rapporto rinnovato con l’antico e con il moderno – questo studio si propone di illustrare gli echi e i riflessi letterari del percorso che conduce, tra accelerazioni e ripensamenti, dall’astrologia iudiciaria alla nuova scienza.

(https://www.ediorso.it/l-osservate-stelle.html)


Carlo Goldoni, Carteggio consolare con la Repubblica di Genova, a cura di Franco P. Oliveri e Giordano Rodda, premessa di Lorenzo Tomasin, Venezia, Marsilio, 2021, 579 pp. - ISBN: 978-88-317-4477-5.

Carlo Goldoni. Carteggio consolare con la Repubblica

Dal gennaio 1741 al marzo 1743, grazie all’incoraggiamento del suocero e all’influenza della potente famiglia dei Durazzo, Carlo Goldoni ricoprì la carica di console di Genova a Venezia. Durante quei mesi dovette destreggiarsi tra la delicata situazione politica, le improvvise emergenze sanitarie, la tutela dei cittadini genovesi nel territorio veneziano, oltre all’attività consolare in senso stretto e alcune complesse questioni personali.
La memoria di questo intenso periodo è affidata ai 108 dispacci inviati con regolarità al Senato della Repubblica di Genova: un epistolario che vede alternarsi, settimana dopo settimana, raffinati ambasciatori e profughi in fuga, marinai colpiti dalla peste e provveditori riluttanti, generali dell’esercito e mogli abbandonate, attori a vario titolo di un particolarissimo libro del Mondo. Oltre ai dispacci consolari con le risposte della Repubblica, il presente volume include anche il carteggio con Cristoforo Spinola, di cui Goldoni fu avvocato procuratore in un caso di truffa.


Francesco Cei, Sonetti, a cura di Irene Falini, Firenze, presso l'Accademia della Crusca, 2021. - ISBN: 9788833880006.

Francesco Cei. Sonetti

Edizione critica e commentata dei 96 sonetti del Cei, la sezione delle rime ceiane più rappresentativa. L'edizione tiene conto di tutti gli esemplari della princeps (Firenze, Filippo di Giunta, 1503), che presentano rare varianti, e analizza anche la redazione alternativa tràdita dal riscoperto manoscritto XIII D 50 della Biblioteca Nazionale di Napoli. Benché non contemplati per l'edizione critica, nell'Introduzione vengono descritti anche i testimoni manoscritti latori di sonetti spicciolati e quelli a stampa successivi all'editio princeps. Il commento mira sia a chiarire la lettera sia a inquadrare ciascun sonetto nel panorama stilistico e letterario coevo, auspicando così una rivalutazione critica del Cei. Chiudono il volume un'Appendice sui testi tramandati dalle ristampe, un Indice dei temi e un Indice delle voci notevoli commentate.


Giuseppe Alvino, Il teatro di Remigio Zena tra le carte inedite del suo archivio, Genova, Genova University Press, 2021. - ISBN: 9788836181117 (versione a stampa) ISBN: 9788836181124 (versione e-book).

Il teatro di Remigio Zena


Lo studio si sofferma sugli inediti scritti teatrali di Remigio Zena (pseudonimo di Gaspare Invrea), testimoniati da circa trenta manoscritti conservati presso la Società Ligure di Storia Patria, indagati attraverso le metodologie della filologia d’autore allo scopo di capire come l’autore lavorasse alle sue commedie. Dopo un’introduzione al ruolo del teatro del secondo Ottocento in Italia e soprattutto a Genova, si passa a descrivere tutti i manoscritti del corpus drammatico dell’autore. È possibile quindi procedere a una breve analisi letteraria di tutte le commedie, con particolare attenzione alle tre andate in scena, e pubblicate in coda al volume. Si propone così un’indagine filologica sul laboratorio di Zena: l’archivio dell’autore, che comprende materiale molto eterogeneo, dagli abbozzi alle belle copie, permette di ricostruire ogni fase del suo lavoro. Il volume è chiuso dall'edizione di tre drammi inediti.


Veronica Pesce, Il vasaio e l'ortolano. Giovanni Pascoli, i suoi illustratori, le arti figurative, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2021 ISBN : 9788836131068.

Il vasaio e l'ortolano

Il vasaio e l’ortolano sono due vicini, amici e sodali: il primo lavora l’argilla (è l’artista), il secondo fa nascere fiori e cavolfiori (è il poeta). Fra loro c’è pace e solidarietà; li accomuna la dedizione per il lavoro, il rispetto e la reciproca stima. Come nella finzione poetica così nella realtà, il poeta-ortolano ha lavorato al fianco di artisti-vasai, condividendo gioie e dolori, destreggiandosi fra esigenze editoriali e nuove sollecitazioni artistiche, sempre alla ricerca del disegno perfettamente rispondente alla sua idea poetica.    Il libro, seguendo la cronologia della vita del poeta e dei suoi scritti, ripercorre e documenta, fra corrispondenza epistolare e illustrazioni, i rapporti che Giovanni Pascoli ha avuto con gli artisti chiamati a illustrare la sua opera; a corredo di questo excursus, un breve percorso di analisi testuale per vagliare le modalità visive, l’attitudine figurativa, la permeabilità all’arte in senso ampio, della scrittura poetica pascoliana.


Giovanni Giudici, Trentarighe. La collaborazione con «l’Unità» tra il 1993 e il 1997, a cura di Francesco Valese, introduzione di Simona Morando, S. Cesario di Lecce, Manni, 2021. ISBN:9788836170838.

Trenta righe

Giovanni Giudici (1924-2011), fra i maggiori poeti italiani del Novecento e intellettuale dalla forte vocazione politica, accanto all’attività letteraria ha sempre portato avanti quella dell’impegno giornalistico.
Tra le collaborazioni più fedeli a quotidiani e riviste, come «L'Espresso», il «Corriere della Sera», «Quaderni piacentini» e l’olivettiana «Comunità», si distingue in particolare quella con «l’Unità», prima dal 1977 all’89, e poi ancora – dopo una breve interruzione in cui scrive per «Il Secolo XIX» – dal ’93 al ’97, quando il giornale diventa voce del neonato PDS. In questa seconda e delicata fase, negli anni in cui la sinistra è alle prese con uno dei suoi travagliati esami di coscienza, Giudici è invitato dall’amica Grazia Cherchi a riprendere la parola sulle pagine culturali del quotidiano: nasce così la fortunata rubrica «Trentarighe».
Per quattro anni, con quasi ininterrotta cadenza settimanale, Giudici firma più di centocinquanta articoli nei quali, in poche ma brillanti righe, commenta le pubblicazioni di autori noti ed emergenti, ricorda amici poeti e artisti, secondo «uno spirito di “beneficienza”, orientato a parlare di persone e cose o libri di cui nessuno (o quasi) avrebbe presumibilmente parlato»; ma interviene anche sull’attualità e talora ricorre alla narrazione di piccoli episodi autobiografici che, come in tante sue poesie, si fanno rivelatori delle trasformazioni e aporie del presente.
La fedele “militanza” dei «Trentarighe» testimonia il pensiero civile di Giudici. Pensiero in cui siamo chiamati a stabilire nessi coriacei tra poesia, lingua, politica, società e religione, tutte tese ad un unico obiettivo, cioè dire l’indicibile.


Camillo Sbarbaro, Lettere a Giovanni Giudici (1955-1962), a cura di Francesca Colombi, introduzione di Simona Morando, Genova, San Marco dei Giustiniani – Fondazione Giorgio e Lilli Devoto, 2021. ISBN: 9788874943449.

Lettere Sbarbaro-Giudici

Le cinquanta lettere di Camillo Sbarbaro a Giovanni Giudici, conservate presso il Centro Apice di Milano, raccontano il rapporto tra i due scrittori: il più giovane agli albori della sua carriera e ancora alla ricerca di una propria identità letteraria; il più anziano già da un quindicennio ritirato nel silenzio e nella quiete di Spotorno, ma che sarebbe stato protagonista, negli stessi anni di questi contatti epistolari, di una rifioritura nello scrivere grazie all’anch’esso giovane Vanni Scheiwiller.     
Giudici ricercava in Sbarbaro un maestro, una guida, chiedendogli con costanza opinioni circa la stesura delle sue poesie e ritenendolo un coetaneo della nuova generazione di scrittori; Sbarbaro, dall’altra parte, non era avaro di sinceri consigli da padre: «Non ti proporre di “cambiar strada”, non fissarti itinerari (che del resto non seguiresti): lasciati condurre per mano. Non mirare a nessun porto, lo raggiungerai anche tuo malgrado».     
Questa edizione, curata da Francesca Colombi e con la prefazione di Simona Morando, è articolata in tre fasce di commento: la prima, subito sotto le missive, registra principalmente la tipologia del contributo (lettera/cartolina) ed i timbri postali di partenza e di arrivo; la seconda, che rimanda al testo mediante degli esponenti di nota, presenta le varianti, le aggiunte e le correzioni di mano sbarbariana; la terza ed ultima, di matrice contenutistica, cerca invece di offrire al lettore informazioni riguardo al panorama letterario del tempo, con gli scrittori, i premi, le discussioni e il clima, della stagione tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta del Novecento.     
In chiusura del libro vengono infine proposti gli scritti di Giudici su Sbarbaro pubblicati tra il 1955 ed il 1989.


- Romanistica
Le metamorfosi di Renart la volpe, a cura di M. Bonafin, Alessandria, Edizioni dell'Orso (Gli Orsatti. Testi per un altro Medioevo) 2021, 424 pp., ISBN: 9788836131105.

Le metamorfosi di Renart la volpe

Nella presente antologia – terzo tassello di questa collana dedicato al progetto ventennale di traduzione del Roman de Renart dagli originali in francese antico – trovano posto le branches 1b (a cura di Massimo Bonafin), 23 e 22 (a cura di Sandra Gorla), 11 (a cura di Mara Calloni). Queste branches offrono al lettore un saggio di alcuni dei numerosi ruoli e travestimenti che Renart assume nei racconti che lo vedono protagonista: eroe polimorfo e mefistofelico, sempre uguale a sé stesso e sempre differente, Renart è in grado di modellare e mistificare la sua identità per prendersi gioco dei suoi nemici, trasformandosi di volta in volta in ciò che più gli conviene. Nella branche 1b, Renart giullare, l’astuta volpe, caduta in una tinozza di tintura gialla, veste i panni di Galopin, un ignoto giullare anglofono; in Renart mago (brs. 23 e 22 del ms. M), il protagonista intraprende un apprendistato di negromanzia a Toledo per sfuggire a una condanna a morte e farsi beffe ancora una volta del re e della sua corte; la picaresca epopea renardiana sembra poi trovare naturale conclusione nella branche 11, Renart imperatore, quando
Renart, con un diabolico inganno di memoria arturiana, usurpa il trono di re Nobile e diviene sovrano del regno. Ma le avventure della volpe non possono esaurirsi e l’equilibrio di partenza deve essere necessariamente ristabilito.
Indice: Renart giullare, Renart mago, Renart imperatore. Contenuto: edizione con traduzione italiana a fronte delle branches 1b, 11, 22, 23 del Roman de Renart.


Robert Desnos, Rrosa La Vita, Traduzione e cura di Nicola Ferrari. Testo a fronte, San Marco dei Giustiniani, Quaderni di Poesia, 2021, 128 pp., ISBN: 9788874943432. 

Robert Desnos

Scriveva Breton di Desnos, che le sue parole “fanno l’amore”. La poesia come erotico gioco di parole, il gioco di parole come poesia erotica: la più irriverente e gioiosa sperimentazione surrealista di Desnos, legata al personaggio poetico inventato da Marcel Duchamps, è presentata per la prima volta in edizione originale e in versione italiana. L’adattamento italiano è introdotto da un saggio introduttivo Il sogno della lingua ovvero la traduzione surrealista”, che presenta la poetica dell’intraducibile desnosiano nel contesto europeo della prima metà del Novecento. 


I carri di Nîmes. Chanson de geste del XII secolo, a cura di N. Pasero, Alessandria, Edizioni dell'Orso, (Gli Orsatti. Testi per un altro Medioevo) 2021, 126 pp. ISBN: 9788836131112. 

I carri di Nimes

Contenuto: edizione con traduzione italiana a fronte della canzone di gesta Carroi de Nîmes.
Il Charroi de Nîmes, una chanson de geste del XII secolo appartenente al cosiddetto ciclo guglielmino, narra la liberazione della città di Nimes dal dominio saraceno ad opera di una spedizione capitanata da Guillaume d’Orange; l’impresa è resa possibile da uno stratagemma militare analogo a quello del cavallo di Troia: i guerrieri cristiani penetrano nella città nascosti in botti caricate su un convoglio di carri (uno charroi appunto), condotto da Guillaume ed alcuni compagni travestiti da mercanti. Precede le vicende della spedizione un secondo tema narrativo, quello del rapporto contrastato fra il re di Francia (Louis, cioè Ludovico il Pio) e il suo maggior vassallo, Guillaume, che, dimenticato nell’annuale distribuzione dei feudi, giunge a sfiorare la ribellione al suo signore legittimo. La mossa, che romperebbe l’equilibrio feudale, è sventata ricorrendo a una soluzione ingegnosa del conflitto: l’attribuzione a Guillaume delle terres d’Espaigne, i territori del Midi dove si trova Nîmes, solo formalmente in possesso del re di Francia, che, assegnati a Guillaume, lo risarciranno per le mancanze di Louis, senza intaccare le basi materiali della sovranità. Nell’insieme del Charroi va segnalata la presenza di un connotato che lo allontanano dalla tipologia di testo inteso a celebrare unilateralmente le gesta di un personaggio eroico, sul modello inarrivabile della Chanson de Roland: la spiccata propensione a riportare il narrato a parametri di quotidianità fattuale, inserendovi elementi di varia natura (episodi, personaggi, discorsi) che appartengono ai registri stilistici dell’esperibile e del basso materiale-corporeo. Con ciò, il tessuto dell’opera rivela una fisonomia peculiare, che permette di individuare per l’intero genere chansons de geste uno standard narrativo definibile come ‘mediano’, in cui nella trama primaria dei testi è intrecciato l’ordito di accenti alternativi, che, come un ‘basso continuo’, ne accompagnano il significato epico ‘alto’.

- Antichistica

Simone Podestà, Lykiaka. Frammenti, Collection Institut des sciences et techniques de l'Antiquité (ISTA), Besançon, Presses Universitaires de Franche-Comté, 2022, 374 pp., ISBN : 9782848677767

simonepodestà.Lykiaka

https://pufc.univ-fcomte.fr/lykiaka-frammenti.htmlhttps://pufc.univ-fcomte.fr/lykiaka-frammenti.html

Ce livre est consacré à la Lycie, région fascinante avec une identité mixte qui englobait des éléments locaux et gréco-perses. Après une introduction géo-historique, le livre présente l’édition des fragments des historiens auteurs de Lykiaka, c’est-à-dire les fragments des historiens de langue grecque, auteurs d’œuvres monographiques sur cette région asiatique (Ménècrate de Xanthos, Policarme ; Léon d’Alabande ; les fragments de la « Constitution des Lyciens » ; Alexandrer Polyhistor ; Capiton de Lycie et Aristenète). Un ouvrage composite, mais qui cherche à reproduire la complexité d’une région «de frontière».
Publié avec le concours de l’Institut des Sciences et Techniques de l’Antiquité (UFC – EA 4011), et du Dipartimento di Italianistica, romanistica, antichistica, arti e spettacolo (DIRAAS), Università degli Studi di Genova.


SOMMARIO: Introduzione; La geografia della regione; La geografia dell’area - 1. Geografia fisica e orografia - 2. Idrografia: fiumi, sviluppo costiero e isole - 3. Clima - 4. La geografia antropica; La storia della regione; L’etnico - 1. Pre-storia dei Lici? - 1.1 I Lici nell’Iliade - 1.2 Le due Licie di Pandaro, Sarpedone e Glauco - 2. La prima menzione storica della Licia - 3. La conquista e le prime fasi della dominazione persiana - 4. I Lici sotto Dario e Serse: Kybernis - 5. Il v secolo - 5.1. Il regno di Kuprlli a Xanto - 5.2 La spefizione di Cimone e l’entrata nella Lega delio-attica - 6. Kheriga a Xanto: la Licia e la Guerra del Peloponneso 7. Kherei ed Erbbina: gli ultimi dinasti della dinastia di Xanto - 8. Il iv secolo. Dominazione persiana e tentativi di rivolta (?) - 8.1 I dinasti di Limyra - 8.2 Fra Persia e Caria: gli Ecatomnidi in Licia -  9. Il iii secolo: la Licia e l’Ellenismo - 9.1 La conquista di Alessandro il Grande - 9.2. Le guerre dei diadochi e la dominazione lagide sulla Licia - 9.3 Antioco III e la dominazione seleucide (197-189) - 9.4 La nascita della Lega dei Lici - 10. Fra Rodi e la libertas: la Lega e i Romani - 10.1 I Rodii in Licia fra Apamea e Pidna (188-167) - 10.2 L’indipendenza fra la seconda metà del ii secolo a.C. e il 41 d.C. - 10.3 Il primo secolo: la pirateria e la minaccia di Mitridate - 10.4 I rapporti con Cesare e i primi Giulio-Claudi (48 a.C.-41 d.C.) - 11. La provincializzazione - 11.1 L’unione con la Panfilia - 11.2 La Licia fra il ii e il iv secolo d.C. -  I frammenti degli storici di Licia -  1. Menecrate di Xanto (= FGrHist 769) - 1.1 Notizie biografiche e possibili testimonia - 1.2 Produzione storiografica - 1.3 I Frammenti dei Lykiaka - 1.4 Frammenti senza indicazione d'appartenenza- 1.5 Frammenti dubbi - 2. Fra Aristotele ed Eraclide: la dibattuta esistenza della Costituzione dei Lici - 2.1 La Costituzione dei Lici: Politeiai e Nomima barbarika? - 2.2 L’esistenza di una Costituzione dei Lici - 2.3 Frammenti superstiti - 3. Policarmo (= FGrHist 770) - 3.1 Notizie biografiche - 3.2 Produzione storiografica - 3.3. Frammenti dei Lykiaka - 3.4 Frammenti senza indicazione d’appartenenza - 4. Alessandro Cornelio di Mileto, il Poliistore (= FGrHist 276)- 4.1 Notizie biografiche - 4.2 Produzione letteraria, finalità e prassi storiografica - 4.3. I Lykiaka - 4.3.1 Contenuto - 4.3.2 Metodo e organizzazione della materia - 4.3.3 Fonti utilizzate - 4.4. Frammenti superstiti - 4.4.1 Primo libro - 4.4.2 Secondo libro - 4.4.3 Frammenti senza collocazione - 4.4.4 Frammenti del Periplo - 4.4.5 Frammenti senza indicazione di appartenenza, riconducibili all’opera Lykiaka - 5. Capitone di Licia (= FGrHist 770) - 5.1 Notizie bio-bibliografiche - 5.2 Produzione bibliografica - 5.2.1 Il Περὶ Λυκίας καὶ Παμφυλίας - 5.3 Frammenti di incerta attribuzione - Appendici - Appendice A1. Aristeneto, uno storico cittadino? (= FGrHist 771); I frammenti traditi; Appendice A2. Fra Caria e Licia: Leone d’Alabanda (= FGrHist 278); Notizie bio-bibliografiche; Produzione bibliografica; I frammenti traditi; Figure;  Carte; Bibliografia - 1. Abbreviazioni - 2. Edizioni critiche - 3. Bibliografia - Tabella ricapitolative dei frammenti degli storici di Licia - Tavole di concordanza - Indici.


 

Ultimo aggiornamento 15 Luglio 2022